2020/03/18 by Fulvio Delle Donne, Delle Donne, Fulvio
Arts and Humanities · #Boccaccio #Costanza d’Altavilla #Dante #Enrico VI di Svevia #Federico II di Svevia #Manfredi di Svevia #Medioevo #Regno normanno-svevo #Renaissance and Early Modern Studies #Storia della cultura #commentatori di Dante #cronachistica #secoli XIII-XIV
paper · pdf · doi:10.6092/1593-2214/6279
openalex publication_date 2020/03/18 · openalex created_date 2025/10/10 · openalex updated_date 2026/07/01
Costanza d’Altavilla ha goduto di grande fortuna nell’immaginario letterario. Dante la rese una delle protagoniste del canto III del Paradiso, veicolando alcune fantasiose dicerie: in particolare, diffuse la notizia che fu suora. Rimase a lungo nubile e generò il suo unico figlio, il futuro imperatore Federico II, quando era già quarantenne, anche se alcune fonti le accrebbero gli anni fino a 55 e oltre. È possibile che proprio da queste radici sia scaturita la voce della monacazione di Costanza, resa immortale dai versi danteschi, dai suoi commentatori più antichi e da Boccaccio. In questo articolo si indagano le vie di diffusione di tali racconti, compreso quello, assolutamente fantastico, che Costanza partorì sulla pubblica piazza: tali racconti si svilupparono soprattutto in Italia centro-settentrionale, nell’epoca dello scontro che oppose il papato e i Comuni a Federico II e a suo figlio Manfredi, e si differenziano notevolmente rispetto a quelli diffusi in Italia meridionale.