2021/12/14 by Esposito, Teresa
#Ergastolo #giudizio abbreviato #preclusione di accesso #principio di eguaglianza
paper · doi:10.6093/2421-0528/8737
Nell’ordinamento penale italiano, la relazione tra giudizio abbreviato ed ergastolo è complessa e caratterizzata dall’alternanza tra normative che ammettono la compatibilità tra i due istituti e altre che, invece, li pongono in rapporto di reciproca esclusione. Il presente lavoro analizza la sentenza della Corte costituzionale n. 260/2020 concernente la legittimità costituzionale dell’art. 438, c. 1-bis, c.p.p. nella misura in cui prevede l’inapplicabilità del giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo. Invero, il fulcro della pronuncia verte sulla conformità al principio costituzionale di eguaglianza (ex art. 3 Cost.) della preclusione di accesso al rito abbreviato allorquando sia contestato un delitto per cui è prevista la massima pena detentiva. Esprimendosi su un argomento già oggetto di diverse pronunce, la Consulta – in linea con i precedenti orientamenti – ribadisce la conformità a Costituzione della preclusione de qua.