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Concili “nazionali” e sotterranee rivoluzioni. Agde 506, Orléans 511, Épaone 517

2017/04/27 by Rossana Barcellona, Barcellona, Rossana
Arts and Humanities · #Historical and Archaeological Studies #Historical and Religious Studies of Rome #Medieval Literature and History #concilii #re #religione #vescovi

paper · doi:10.6092/1593-2214/5094

openalex publication_date 2017/04/27 · openalex created_date 2025/10/10 · openalex updated_date 2026/07/01

Abstract

Il saggio cerca di mettere a fuoco alcuni aspetti del modo in cui i concili funzionano da sostanza catalizzatrice dei processi di trasformazione politica, sociale e culturale nel passaggio dalla realtà gallo-romana ai cosiddetti regni romano-barbarici. Punti di riferimento dell’analisi sono i primi tre concili del VI secolo. Si tratta di tre concili a carattere nazionale (visigoto, franco, burgundo) nel senso che tendono a veicolare l’idea che alla loro organizzazione presieda una compattezza politica e un’unità geografica. Questi concili appaiono preparatori – sotto vari punti di vista – degli sviluppi che si realizzeranno nei secoli dell’alto medioevo. E sono, inoltre, particolarmente indicativi per cogliere il ruolo delle strutture ecclesiastiche e della religione nelle dinamiche di governo dei nuovi regimi.

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