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Natura, volontà e fazione nella Lombardia tardomedievale

2020/03/29 by Marco Gentile, Gentile, Marco
Arts and Humanities · Social Sciences · #Fazioni #Historical Economic and Legal Thought #Identità #Lombardia #Medieval and Early Modern Justice #Medioevo #Natura #Politica #Renaissance and Early Modern Studies #Secoli XIV-XVI #Storia del pensiero politico

paper · doi:10.6092/1593-2214/6729

openalex publication_date 2020/03/29 · openalex created_date 2025/10/10 · openalex updated_date 2026/07/01

Abstract

Tra gli effetti collaterali meno noti della ricezione dei testi politici aristotelici nell’Italia del tardo Medioevo c’è lo sviluppo – a partire dal Trecento – dell’idea di appartenenza naturale a una fazione politica, connesso all’emergere nella dottrina giuridico-politica di posizioni non del tutto contrarie alla liceità della divisione in partiti a fini di governo. I riferimenti alla naturalità dell’appartenenza fazionaria, mai del tutto svincolata dalla volontà individuale, si riscontrano numerosi nella Lombardia viscontea e sforzesca. Attraverso una serie di esempi desunti da cronache, trattati teorici e testi della politica pragmatica, il saggio traccia una parabola di questa concezione, destinata a esaurirsi con il Cinquecento e l’inclusione dello stato regionale in strutture più ampie.

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