2025/09/24 by Casarrubios, William Cortes
#1919 #Galleria Borghese #Giorgio De Chirico #Virgilio Guidi #copia
paper · doi:10.25433/2038-0488/8jd9-vd24
La Galleria Borghese nel primo dopoguerra venne ad assumere un ruolo centrale come luogo di formazione, incontro e scambio tra artisti. Attraverso le esperienze di Giorgio de Chirico, Virgilio Guidi, Armando Spadini e Giorgio Morandi si può capire come il museo romano abbia rappresentato un fondamentale punto di riferimento per lo studio degli antichi maestri. De Chirico, in particolare, raccontò di una ‘grande rivelazione’ davanti a un dipinto di Tiziano, episodio che segnò una svolta nella sua carriera. Questo evento, accompagnato dalla decisione di copiare il Ritratto di gentiluomo di Lorenzo Lotto, riflette il profondo interesse del pittore per l’arte del passato, da cui trasse ispirazione per il suo percorso artistico. Nello stesso periodo la Galleria Borghese fu frequentata anche da altri artisti, che realizzarono diverse copie dei dipinti della collezione. Tra questi, Virgilio Guidi dipinse una versione, fedele all’originale, della Danae di Correggio. In questo caso si avverte come le copie non costituissero solo un oggetto di vendita e sicuro guadagno economico, ma soprattutto occasioni di riflessione e formazione personale sull’arte del passato. Infine, l’analisi dei rapporti tra gli artisti e le opere della Galleria evidenzia l’importanza del museo come spazio di dialogo e confronto che influenzò profondamente l’arte italiana del XX secolo.