2025/12/07 by Lombardo, Luca
Computer Science · Arts and Humanities · #Linguistic Studies and Language Acquisition #Medieval European Literature and History #Renaissance and Early Modern Studies
paper · doi:10.6093/1593-2214/12921
All’impianto bipartito del prosimetro corrisponde una sostanziale dicotomia linguistica: da un lato il volgare ‘lirico’ di matrice galloromanza e siciliana, dall’altro il volgare ‘didascalico’ della prosa. La lingua della prosa, in particolare, si distingue per il realismo, che pertiene alla rappresentazione degli ambienti e dei personaggi, compensando l’indeterminatezza descrittiva della poesia e colmando la distanza tra la realtà e la sua figurazione attraverso l’impiego di strutture grammaticali proprie di quella letteratura scientifica probabilmente fruita dall’Alighieri alle ‘scuole’ dei laici. Il saggio prende in esame quei latinismi lessicali e sintattici che denotano la vocazione compilativo-esegetica della prosa vitanoviana, proiettando il testo dantesco nell’orizzonte culturale della prosa letteraria fiorentina del Duecento e dei coevi volgarizzamenti dei classici, i quali si caratterizzavano, oltreché per la trasposizione linguistica, per il supplemento esegetico della sposizione: si pensi alla Rettorica di Brunetto e al Fiore di rettorica di Bono Giamboni, che, secondo Cesare Segre, insieme al più tardo volgarizzamento della Somme le roi di Zucchero Bencivenni, costituiscono il “triumvirato fiorentino predantesco”.