2019/04/26 by Edoardo Manarini, Manarini, Edoardo
Arts and Humanities · #Beni fiscali #Carolingi #Diplomi #Historical and Archaeological Studies #Historical and Religious Studies of Rome #Italia #Medieval Literature and History #Medioevo #Monasteri #Nonantola #Secoli VIII-X
paper · doi:10.6092/1593-2214/6077
openalex publication_date 2019/04/26 · openalex created_date 2025/10/10 · openalex updated_date 2026/07/01
La fondazione dell’abbazia di Nonantola nel 752 da parte del duca Anselmo con il sostegno di re Astolfo segnò profondamente la fisionomia dell’Emilia orientale. L’ente ricevette dal re longobardo e dai successori carolingi di diversi complessi fiscali con lo scopo di sottrarli al controllo ordinario degli ufficiali del regno, riservandoli alla propria disponibilità diretta. Dopo l’875, si affievolì il rapporto diretto tra abbazia e potere centrale, Nonantola e il suo cospicuo patrimonio di beni fiscali divennero così ambita preda di alcune delle figure vescovili più eminenti. Il saggio indaga la competizione politica giocata tra i re carolingi, i vescovi italici e l’abate Teodorico, che mirava all’autonomia politica e patrimoniale della propria abbazia.