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Il sistema di monitoraggio della rete sismica realizzato presso l’Osservatorio di Gibilmanna

2024/04/24 by Mangano, Giorgio, D'Alessandro, Antonino

paper · doi:10.13127/rpt/223

Abstract

L’osservatorio di Gibilmanna gestisce, ad oggi, 27 stazioni della Rete Sismica Nazionale, distribuite in grande maggioranza in Sicilia, ma localizzate anche in Calabria meridionale ed in Sardegna. Di queste, ben 23 stazioni sono digitalizzate per mezzo dell’acquisitore GAIA2, sviluppato presso l’INGV, dal Laboratorio di Sismologia del Centro Nazionale Terremoti. Delle rimanenti quattro stazioni, tre sono digitalizzate con digitalizzatore Trident della Nanometrics ed una con acquisitore GAIA di vecchia generazione. I segnali sismici digitalizzati provenienti dalle stazioni giungono presso l’Osservatorio di Gibilmanna tramite differenti tipologie di reti di telecomunicazioni (Tabella 1) e qui vengono acquisiti da due server Seedlink. I server di acquisizione del Centro Nazionale Terremoti dell’INGV di Roma prelevano i segnali dai server Seedlink dell’Osservatorio di Gibilmanna. Fanno eccezione le stazioni su Sistema Pubblico di Connettività (SPC) e quelle su rete satellitare Nanometrics, che inviano i loro dati direttamente ai server di acquisizione dell’INGV di Roma (Figura 1). Tabella 1. Le stazioni gestite dall’Osservatorio di Gibilmanna suddivise per tipologia di rete di trasmissione dati. Figura 1. Schema della rete sismica gestita dall’Osservatorio di Gibilmanna. Tutte le stazioni gestite dall’Osservatorio di Gibilmanna partecipano ai processi di localizzazione degli eventi sismici in esecuzione presso la sala sismica del Centro Nazionale Terremoti. La mancanza di dati provenienti da alcune stazioni, a causa di guasti alla strumentazione o a causa di interruzioni delle reti di trasmissione dati, può dunque degradare la precisione della stima dei parametri ipocentrali degli eventi sismici localizzati. Da ciò si desume quanto sia importante garantire la massima efficienza della rete ed un rapido intervento tecnico per la risoluzione dei guasti. A tal fine, presso l’Osservatorio di Gibilmanna, è stato realizzato un sistema di monitoraggio delle stazioni GAIA2 e dei componenti di rete di proprietà dell’INGV che permette: 1. l’automatica ed immediata segnalazione del guasto tramite e-mail; 2. l’individuazione dei componenti di rete guasti; 3. una prima diagnosi relativa al guasto rilevato, grazie allo storico dei parametri monitorati; 4. una risoluzione automatica del guasto nei casi in cui sia sufficiente un reset del software di acquisizione dei segnali sismici o un soft-reset dell’acquisitore. Il sistema di monitoraggio è stato realizzato mediante l’utilizzo di due applicazioni: i) The Dude, software free della MikroTik, che effettua il monitoraggio della presenza dei componenti di rete mediante ping e verifica l’apertura di porte TCP/IP fondamentali come quella aperta dal server Seedlink; ii) Zabbix, software open source che permette il monitoraggio in real-time di diversi parametri di stato dei nodi della rete mediante protocollo SNMP (Simple Network Management Protocol). Sfruttando alcune funzionalità di Zabbix, gli autori del presente Rapporto Tecnico hanno sviluppato una soluzione sistemistica che permette il riavvio dell’applicativo che sulle GAIA2 acquisisce i segnali sismici, nel caso in cui questo risulti bloccato. Per permettere l’interfacciamento tra Zabbix e le GAIA2, infatti, sono stati sviluppati degli script da installare sul server Zabbix ed a bordo delle GAIA2, grazie ai quali, congiuntamente con alcune configurazioni del server SSH sulla GAIA2, il server Zabbix è in grado di accedere in automatico via SSH sulle GAIA2 e di eseguire alcuni comandi per la risoluzione del problema riscontrato in fase di monitoraggio. Il sistema implementato, come sarà illustrato nel corso del presente rapporto, ha permesso di ridurre i tempi di interruzione nell’invio dei segnali sismici. Inoltre ha reso possibile una migliore gestione dei guasti, grazie all’immediata notifica del problema e all’individuazione della tipologia di guasto.

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