2025/09/01 by Ciranna, Simonetta, Saviano, Anna
paper · doi:10.6093/2499-1422/12563
Durante gli scavi di Ostia antica negli anni Venti, Calza, Gismondi e de Vico interpretano l’uso dei materiali antichi per ricostruire i resti e progettare il nuovo. Il loro approccio, influenzato dal contesto fascista, vede il restauro come resurrezione delle vestigia romane. Il contributo analizza le loro metodologie, con particolare attenzione all’uso del tufo di Veio nel teatro di Ostia e nei progetti romani di de Vico, tra monumentalità e continuità con l’ambiente archeologico.