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Educare all’opera: un’esperienza di museo inclusivo presso il Teatro di San Carlo

2024/12/17 by Fabris, Dinko
#BIS nel Museo #Braille e LIS #Museo interattivo e inclusivo #Napoli #Raccontare l’Opera ai giovani #Teatro San Carlo

paper · doi:10.6092/issn.2039-9715/20913

Abstract

Il museo del Teatro di San Carlo è stato inaugurato nel 2011 con lo scopo di trasmettere il patrimonio storico-artistico del teatro d’opera più antico esistente che sia sempre stato attivo. Per questo è stato denominato “MeMus”, unendo le parole ‘memoria’ e ‘musica’. Ma i tre secoli di storia del San Carlo di Napoli sono percorsi attraverso una visione contemporanea e adatta ai nostri tempi, che utilizza, accanto ai materiali storici in esposizione permanente o in mostre temporanee, tecnologie innovative ed accattivanti, soprattutto per le giovani generazioni. Dal 2020 (fino al dicembre 2023) sono stato chiamato dal San Carlo a dirigere un nuovo Dipartimento di ricerca editoria e comunicazione che ingloba anche l’archivio storico e il museo e abbiamo così potuto sperimentare l’apporto della musicologia in una realtà museale così particolare. Durante la pandemia di Covid-19 ho subito pensato che il museo potesse essere un laboratorio per studiare come trasmettere ai più giovani una storia musicale lunga e complessa, in maniera accessibile e inclusiva per tutte le disabilità: sono stati creati pannelli con trascrizione in Braille, audioguide, percorsi accessibili, laboratori tattili. Sarà illustrato nella comunicazione il caso del volume a disegni Ritorno all’opera, pubblicato dalle Edizioni San Carlo nel 2022 e trasformato all’interno del Museo in una installazione multimediale e interattiva, esempio di attività accessibile e inclusiva per ogni tipo di fruitore.

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