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Confini netti e sfumati tra il sé e l’‘altro’: La prospettiva ‘altra’ della scrittrice rom Ceija Stojka

2025/06/24 by Pontini, Elisa
#diversity #exclusion #identity #porrajmos #social affiliation

paper · doi:10.6092/issn.2785-3233/22042

Abstract

Ceija Stojka, autrice rom nata e vissuta in Austria e sopravvissuta al porrajmos, inizia a pubblicare i suoi scritti decenni dopo l’esperienza dei campi di concentramento per dare voce agli orrori visti e vissuti in prima persona. Nei suoi scritti autobiografici Stojka non parla solamente dei due anni come detenuta ad Auschwitz, Ravensbrück e Bergen-Belsen, bensì racconta anche della sua vita prima e dopo la guerra. Su questi ultimi aspetti vuole concentrarsi in particolare la presente analisi. Se da una parte è forte il bisogno di scrivere per testimoniare il vissuto e per rielaborare il trauma della sua esperienza, dall’altra i suoi testi sono un viaggio nella storia rom e negli spazi più nascosti della sua identità, di quella della sua famiglia e del suo popolo. Le sue riflessioni si soffermano spesso sul contatto con la società maggioritaria e sulla percezione che la società ha dell’‘altro’ rom. Il contatto e confronto con i cosiddetti gagé (non-rom) aiuta ad aggiungere sempre un pezzo in più di identità e a mettere in risalto non solo le differenze, ma anche – al di là di ogni stereotipo e categorizzazione – le somiglianze tra esseri umani.

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