vix.ing · top · new · best · stats · spec

Il “bassomondo” di Cavazzoni e il “silenzio” dell’aldilà di Benati: quando il confine non c’è, e si racconta

2017/12/25 by Sara Bonfili, Bonfili, Sara
Arts and Humanities · Computer Science · Economics, Econometrics and Finance · #Diverse academic and cultural studies #Italian Literature and Culture #Linguistic Studies and Language Acquisition

paper · doi:10.13138/2037-7037/1738

openalex publication_date 2017/12/25 · openalex created_date 2025/10/10 · openalex updated_date 2026/07/01

Abstract

Questo articolo vuole affrontare il tema dell’assenza di confini nell’opera di due scrittori contemporanei italiani: Ermanno Cavazzoni e Daniele Benati. Possono esservi confini geografici, politici, metaforici, linguistici e così via, ma di questi due interessanti casi vorremmo sottolineare la scomparsa di quei confini importanti che tradizionalmente contribuiscono alla comprensione di un testo narrativo, come le differenze tra i livelli diegetici, tra i tempi e le ambientazioni della storia, e tra gli stili di scrittura: in queste opere di fiction il lettore può imbattersi in un tono tradizionale e carnevalesco, che sortisce effetti comici. Così, scopriremo l’abilità di Benati e Cavazzoni di esprimere addirittura l’inenarrabile: la scomparsa del confine tra la vita e la morte.

Related